Domenica, 22 Settembre 2019

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Settimana decisiva per il futuro dell`euro

9 gennaio 2012   

Il nuovo asse Italia-Francia, varato appena venerdì scorso, affronta già la prova più difficile: il confronto con la cancelliera Angela Merkel. Monti e Sarkozy proveranno a convincere la Germania che l`Europa dovrà essere certo più disciplinata ma non può essere così poco solidale se vuole uscire dalla crisi e tornare a crescere. A rendere quasi impossibile una missione già difficile, l`inciampo della vigilia, ovvero la spaccatura ormai netta sulla Tobin Tax, una priorità assoluta soltanto per Parigi, aborrita da Londra. Un tema, quello della tassazione delle transazioni finanziari, su cui è intervenuto anche il premier Mario Monti, parlando a `Che tempo che fa` su RaiTre, precisando che il nostro Paese è disposto a lavorare sulla tassa a livello Ue e che non può essere applicata solo in Italia. "Il governo Berlusconi - ha aggiunto Monti - ha marcato la sua opposizione a questo in sede europea; io ho segnalato invece l`apertura del governo italiano.
Siamo disposti a lavorare, ma mai e poi mai solo se questa fosse solo per l`Italia, ma in un fase in cui abbiamo molto interesse ad ottenere la collaborazione stretta con paesi come la Germania e la Francia, perché no? E lo dico non perché io sia stato allievo di Tobin". Sarkozy è arrivato alla colazione con la Merkel con qualche timidezza in meno per l`appoggio del partner italiano e qualche punto in più nei sondaggi per le presidenziali; e il presidente del Consiglio ne seguirà le orme mercoledì, portando a Berlino la consapevolezza di un`Italia tornata affidabile grazie alla pesante manovra di dicembre e al nuovo pragmatismo del governo. "L`Europa faccia la sua parte, e presto": questa parola d`ordine rimbalzata venerdì nei Palazzi di Parigi durante la visita di Monti, troverà eco a Berlino. Poi Monti, che sulla Tobin Tax è allineato con la Merkel e non con Sarkozy che ne fa una priorità, andrà a Londra, per provare a riallacciare il dialogo con Cameron, che si sta allontanando ogni giorno di più dall`Europa: prima con il veto sulla riforma dei trattati, in queste ore con il no assoluto alla tassa sulle transazioni finanziarie, a protezione degli interessi della City londinese. Seguirà, in un gennaio di negoziati senza tregua, la trilaterale di Roma del 20 - Monti-Merkel-Sarkozy - quindi a fine mese il summit di Bruxelles. Ma la prima tappa a Berlino sembra poter dare la linea al seguito. Italia e Francia, per abbassare i tassi e intravedere una luce in fondo a tunnel della crisi, si aspettano da un lato un impulso decisivo e sostanziale - anche nella dotazione, come ha fatto capire Monti - del fondo Esm, il salva-stati. Dall`altro, puntano entrambe con decisione sulla fase 2, quella della crescita senza la quale tutto è palliativo. In questa prospettiva, le obbligazioni `project-bond` per rilanciare l`Europa con le infrastrutture fanno più tendenza degli eurobond, pura gestione dell`immane debito esistente. Il tetto di 500 miliardi di dotazione dell`attuale Fondo, l`Efsf, è irrisorio, Monti l`ha fatto capire e la Merkel dovrà ascoltare le richieste dei partner. Per quanto riguarda invece ulteriori irrigidimenti del Fiscal compact, l`accordo sulle regole di bilancio voluto dal presidente della Bce Mario Draghi e dalla cancelliera tedesca, Roma e Parigi non ne accetteranno. La strada appare in salita, ma all`Italia con il suo rinnovato peso internazionale sembra andare meglio che alla Francia: Parigi deve appoggiarsi proprio al nuovo governo di Roma per fare squadra dopo che Londra si è allontanata ancora di più rompendo anche sulla Tobin Tax.

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