Sabato, 21 Settembre 2019

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Scontrino: SIB, per i balneari ci sono problemi ben più gravi

12 settembre 2011   

“La principale preoccupazione per la nostra categoria non è sicuramente la proposta di reintroduzione dell’obbligo di rilascio dello scontrino o della ricevuta fiscale per i servizi di spiaggia” - dichiara Riccardo Borgo, Presidente del S.I.B. Sindacato Italiano Balneari aderente a FIPE/Confcommercio. Già in passato questa norma, poi eliminata nel 1996, aveva creato non pochi problemi sia tecnici che interpretativi, se sarà necessario, però, siamo disponibili a confrontarci con il Governo per risolverli. “Ci preoccupa molto, invece, prosegue Borgo, che tra tutte le problematiche che coinvolgono il nostro settore il Governo abbia pensato di estrapolare solo questa senza rendersi conto della necessità che i problemi del comparto debbano essere affrontati in maniera organica”. Prima di tutto, ovviamente, la necessità di affrontare in maniera determinata con la CE l’applicazione della normativa europea e della Direttiva Bolkestein che, se non sarà fatto entro la fine di dicembre 2011, paralizzerà in maniera definitiva questo sistema economico con il rischio che 30.000 imprese balneari e 150.000 addetti diretti, a partire dal 1° gennaio 2016, diventino un vero e proprio problema sociale oltre che economico. Inoltre, a proposito di ‘silenzi’ da parte del Governo, ricordiamo che ancora oggi 1.000 imprese balneari sono gravate di canoni demaniali spropositati e non sopportabili, malgrado tre anni fa sia stata trovata una intesa con il Governo e le Regioni che garantiva un gettito maggiore all’erario tutt’oggi rimasta incredibilmente lettera morta.

Ricordiamo, inoltre, che gli stabilimenti balneari pur erogando servizi di natura turistica sono gli unici a corrispondere l’IVA al 20% mentre per tutte le altre categorie le percentuali sono inferiori.

“Il problema dell’attuazione della normativa europea deve essere affrontato con assoluta priorità - continua Borgo. Il Governo forse non ha compreso bene l’estrema gravità del problema che oltre a colpire direttamente un comparto dell’economia italiana rischia di indebolire il sistema turistico del Paese”.    

La campagna nazionale estiva 2011 del Sindacato, che si concluderà alla fine di settembre, ha un titolo esemplificativo: “Per lo Stato non esistiamo”. Avviata su tutte le spiagge d’Italia con 300.000 manifesti affissi negli stabilimenti balneari porta a conoscenza dell’opinione pubblica il vero e proprio grido d’allarme lanciato dagli imprenditori per il grande momento di difficoltà che stanno vivendo: secondo la Direttiva Servizi e lo stesso Trattato dell’Unione Europea nel 2016 le concessioni demaniali andranno all’asta e con l’arenile anche gli stabilimenti balneari.

“Con questa iniziativa abbiamo voluto evidenziare e rafforzare la nostra richiesta di far uscire la categoria dalla Direttiva Bolkestein e dalla normativa europea” - conclude Riccardo Borgo. La nostra petizione sarà sottoscritta da circa un milione di persone, quale testimonianza solidale alla categoria, le firme saranno consegnate a Bruxelles a Michel Barnier, Commissario europeo per il Mercato Interno e i Servizi, per far comprendere che gli imprenditori balneari non sono soli ma hanno l’appoggio, la stima e soprattutto il sostegno di tantissimi italiani”.     

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