Sabato, 21 Settembre 2019

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Sciopero carburanti: il governo entra in campo martedì ma i benzinai non sembrano intenzionati a cedere

3 dicembre 2012   

Mancano pochi giorni allo sciopero dei benzinai, dieci giorni nei quali l`Autorità garante e il governo tenteranno di scongiurare un`agitazione che potrebbe creare più problemi del solito alle famiglie e alle imprese nei giorni pre-natalizi. Lo sciopero è stato proclamato lo scorso 21 novembre dagli stati generali di Fegica-Cisl, Faib-Confesercenti e Figisc-Confcommercio, che hanno deciso di incrociare le braccia sulla rete ordinaria dalle 19 dell`11 dicembre alle 7 del 14, in sostanza due giorni pieni (il 12 e il 13). Nelle aree di servizio autostradali, invece, impianti chiusi dalle 22 dell`11 alle 22 del 13 dicembre. I gestori lamentano da tempo la "drammatica crisi strutturale che attraversa la distribuzione carburanti e colpisce duramente le migliaia di piccole imprese di gestione": crisi a cui la politica e le istituzioni non avrebbero risposto in modo adeguato, ma che vede sul banco degli imputati in primo luogo le compagnie petrolifere. A giudizio dei benzinai, infatti, i petrolieri hanno disatteso gli impegni sottoscritti il 27 luglio, che avrebbero dovuto portare a trattative sui temi più controversi, dai rinnovi contrattuali all`utilizzo delle carte di credito, fino agli oneri a carico dei distributori. Tutte questioni che si trascinano da tempo e che molto difficilmente potranno essere risolte nell`incontro in programma al Ministero dello Sviluppo economico per martedì 4 dicembre. Il sottosegretario Claudio De Vincenti tenterà di fare cambiare idea ai benzinai, che però non sembrano intenzionati a cedere, se non a fronte di "un primo, immediato, tangibile intervento economico a favore delle imprese di gestione" da parte delle compagnie petrolifere. Secondo le tre sigle, infatti, i petrolieri "continuano a dimostrare il loro aperto rifiuto a dare seguito agli obblighi tracciati dalla legge in ordine alla contrattazione collettiva". I gestori, insomma, si rivolgono al governo perchè `strappi` alle compagnie molto di più di una promessa, vale a dire un assegno come anticipo sui contratti futuri, per mettere un tappo all`indebitamento che sta lievitando in modo allarmante, oltre 300 milioni di euro. Prima del tentativo in extremis di domani, comunque, sarà anche l`Autorità di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici a tentare di `raffreddare` la vertenza. Sono state le stesse sigle a chiedere un incontro urgente, per verificare i margini di composizione della controversia e, quindi, scongiurare gli effetti dell`astensione di Santa Lucia. 

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