Lunedì, 26 Agosto 2019

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Sangalli: "Le nostre proposte per l`Europa"

8 maggio 2019   

"Il nuovo Parlamento europeo dovrà affrontare questioni complesse, che condizionano pesantemente la vita quotidiana dei cittadini e delle imprese. L`Europa, infatti, ha realizzato uno straordinario spazio di libertà e di pace tra i popoli, ed un grande e libero mercato per le imprese. Ma non ha trovato le misure adeguate per affrontare la crisi economica. Ed è cresciuta nell`opinione pubblica una valutazione negativa sul lavoro delle istituzioni europee con una diffusa sensazione di astrattezza e complessità. L`Europa ha dunque bisogno di cambiamenti profondi. Perché questo riconoscimento non resti tuttavia opinione tanto diffusa, quanto inefficace, occorre un approccio schiettamente "eurorealista": né euroscettico, dunque, né astrattamente federalista. Alla elaborazione di questo approccio, Confcommercio-Imprese per l`Italia prova a dare un contributo, segnalando alcune sfide ed alcune risposte politiche prioritarie.

Sfide e risposte di tipo istituzionale: perché il miglioramento del processo decisionale europeo non può non affrontare i nodi della valorizzazione tanto del metodo di voto a maggioranza qualificata da parte del Consiglio, quanto dell`iniziativa legislativa di competenza del Parlamento europeo. Ma, al contempo, un`Unione che sappia decidere ed esercitare politiche "alte" (da una politica comune per i flussi migratori agli investimenti in formazione ed infrastrutture sociali) dovrà impegnarsi per  una compiuta  declinazione del principio di sussidiarietà da parte dei diversi livelli di governo e nel rapporto con le parti sociali.

Sfide e risposte di tipo economico: perché l`obiettivo del Trattato europeo di far dell`economia europea "un`economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione ed al progresso sociale" richiede tanto compiutezza d`integrazione economica (e non solo monetaria) a partire dall`integrazione fiscale e finanziaria, quanto impulso alle riforme strutturali ed alla domanda aggregata dell`eurozona.

Tre proposte, allora, nella direzione dell`integrazione che serve.

La prima è l`esclusione degli investimenti pubblici cofinanziati dai fondi europei dal computo del deficit rilevante ai fini dei patti di finanza pubblica europea. Se ne gioverebbe, infatti, la capacità complessiva dell`Europa di investire sul suo futuro: a partire dalle reti infrastrutturali e dagli investimenti in innovazione e capitale umano. Ma anche in riferimento ai temi dell`agenda urbana ed ai processi di rigenerazione urbana come parte integrante di un modello di crescita europeo più sostenibile: ambientalmente, economicamente e socialmente.

La seconda proposta è il completamento dell`Unione bancaria, attraverso il pilastro dello schema unificato di garanzia dei depositi, agevolando così la circolazione dei capitali ed attenuando squilibri di credito e di investimenti.

La terza proposta è la messa in campo di un`efficace web tax europea. Perché la competitività europea sul digitale va perseguita, ma un`equa tassazione delle multinazionali del web è davvero una regola di base per il corretto funzionamento dei mercati dei prodotti e dei servizi e per il giusto finanziamento dello stesso bilancio europeo.

Sono proposte che, con realismo e determinazione, guardano al futuro: dei giovani, anzitutto, che considerano l`Europa come la dimensione naturale della loro cittadinanza. Perché i ragazzi dell`euro, nati a cavallo del nuovo millennio, valgono più di quello che dell`Europa non funziona. Questi ragazzi sono il valore aggiunto dell`Europa. Ed è nostra la responsabilità di rendere sempre più grande il loro orizzonte e sempre più forte il loro futuro."

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