Mercoledì, 18 Settembre 2019

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Rabbia a Cipro, "assalto" alle banche

18 marzo 2013   

Il presidente cipriota Nikos Anastasiades ha ribadito di aver fatto la ``scelta meno dolorosa`` accettando l`accordo per salvare l`economia di Cipro che prevede un tetto di aiuti di 10 miliardi in cambio di un pesante taglio dei depositi bancari. E ha assicurato che, comunque, sta ancora facendo pressione affinché l`Ue cambi decisione ``per minimizzare l`impatto sui piccoli depositi``. 

Parlando alla nazione in un discorso trasmesso dalla Tv statale, Anastasiades ha detto che rifiutare l`offerta dei ministri delle Finanze Ue sarebbe però equivalso all`immediata interruzione da parte della Banca Centrale Europea (Bce) degli aiuti agli istituti di credito dell`isola e all`uscita dall`eurozona. Anastasiades ha fatto le sue dichiarazioni alla vigilia di un cruciale dibattito in Parlamento per l`approvazione dell`accordo.

Analisti locali ritengono che difficilmente l`accordo sarà approvato, cosa che rende impossibile prevedere quali scenari si preparano per il futuro di quest`isola. Non accenna intanto a sopirsi la rabbia della gente, che si sente `derubata dei propri risparmi, soprattutto dopo che i media locali hanno reso noto che, solo nell`ultima settimana, centinaia di titolari di conti correnti hanno esportato dall`isola capitali per quasi 4,5 miliardi (20 miliardi in totale dall`inizio dell`anno) suscitando così il sospetto che possano essere stati avvertiti della pesante misura in arrivo che prevede una tassazione dal 6,75 al 9,9% sui depositi bancari.

Per di più, sempre secondo le stesse fonti, molti dei correntisti sarebbero personalità di governo o ad esso vicine. 

Intanto la Banca Centrale di Cipro ha dato disposizione a tutte le banche e agli istituti di credito dell`isola di bloccare i trasferimenti di denaro e i pagamenti dei loro clienti. In particolare la Banca Centrale ha chiesto di bloccare ``qualsiasi forma`` di pagamento sui conti presenti nelle loro succursali, compresi anche i trasferimenti da conto a conto sulla stessa banca. 

Nel frattempo il governo di Nicosia, nel timore che le banche dell`isola possano perdere altri miliardi a causa del panico innescato dalla decisione dell`eurozona di tassare i depositi, ha deciso che martedì gli istituti di credito resteranno chiusi per ``ferie``. La chiusura potrebbe essere estesa anche a mercoledì. Da parte sua, la Bce ha cominciato a fare pressioni su Nicosia affinché approvi al più presto l`accordo per dare aiuti all`isola in quanto vi sarebbero già segnali di un ``effetto domino`` che potrebbe innescarsi nei mercati e negli istituti bancari europei.

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