Martedì, 17 Settembre 2019

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Parco Nazionale del Pollino

25 agosto 2009   
Il Parco è stato istituito nel 1993. Posto a cavallo tra Basilicata e Calabria, nelle province di Cosenza, Matera e Potenza, con oltre 182.000 ettari è il parco naturale più grande d`Italia. Il Parco comprende cinquantasei comuni (trentadue in Calabria e ventiquattro in Basilicata) e nel suo ambito ricadono tre province e nove comunità montane. Prende il suo nome dal Massiccio del Pollino. Lo stemma del Parco è il Pino loricato. Pianta simbolo dell`area protetta che vegeta al di sopra dei mille novecento metri.

 

L`area di Sud-Est è caratterizzata in alto dalle vette della Manfriana, del Dolcedorme, di Serra delle Ciavole e della Timpa di San Lorenzo che delimitano l`ampio anfiteatro verde della Fagosa. Questo sistema territoriale costituisce il bacino del Raganello, che nasce in più rami sorgentizi a mille ottocento metri di altezza per poi precipitare dentro il più bel Canyon d`Italia verso la pianura di Sibari e terminare il suo corso nelle acque dello Jonio.
Oggi la sede dell`ente parco si trova in una ala del Santuario della Madonna della consolazione, in località Santa Maria a Rotonda, che è stato recentemente ristrutturato per poterla accogliere.

 

TERRITORIO


 Il territorio del Parco comprende in tutto 56 comuni, 32 della Calabria e 24 della Basilicata.
Fra questi alcuni sono di interesse storico-archeologico: Castelluccio, Viggianello, Rotonda, Castrovillari, Morano Calabro, Laino Borgo, Mormanno, Scalea, Papasidero e Civita, altri sono importanti dal punto di vista socio-culturale, perché sono comunità albanesi che si insediarono nel territorio lucano e calabrese tra il 1470 e il 1540, sono: San Paolo Albanese, San Costantino Albanese, San Basile, Lungro, Plataci, Frascineto, Civita.
Il paese più alto del Parco è Alessandria del Carretto con i suoi 1000 m s.l.m. paese che ancora oggi conserva antiche tradizioni culturali e musicali.

 

FLORA


Tra le tantissime altre specie arboree presenti nel Parco vi sono l`Abete bianco, il faggio, tutti e sette i tipi di Aceri di cui l`acero di Lobelius, il pino nero, il Tasso diverse specie di querce, castagni, ed alle quote più elevate e sui pendii più ripidi è presente il Pino Loricato, specie rarissima (in Europa presente solo qui e nei Balcani), che si adatta agli habitat più ostici, dove altre specie molto rustiche (il faggio in primis) non sono in grado di sopravvivere.
Favolose fioriture di orchidee si osservano soprattutto in primavera, insieme a quelle di viole, genziane, campanule e, in estate, il raro giglio rosso, oltre ad innumerevoli specie di piante officinali ed aromatiche, tra le quali la fanno da padrona le Labiatae, con molteplici specie di mente ed inoltre tutte le varietà di timo, santoreggia, lavanda, issopo, eccetera, le cui fioriture esplodono al culmine dell`estate in un delicato accostamento di colori e di sfumature.
Non da meno sono da considerare le varie famiglie di frutti di bosco e di specie arboree selvatiche che producono frutti e bacche come le mele selvatiche, i vari prunus, le deliziose fragoline di bosco e i dissetanti lamponi di cui sono disseminati i sentieri e le frequenti radure, laddove le condizioni climatiche e di soleggiamento ne consentono la fruttificazione.

 

FAUNA


Anche la fauna è varia, e comprende specie ormai estinte in altre zone montuose. Sono presenti l`aquila reale, il picchio nero, il gracchio corallino, il lanario, il capovaccaio, il nibbio reale, il gufo reale, il gufo nero, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il driomio, il lupo appenninico, il gatto selvatico, il capriolo autoctono di Orsomarso e la lontra. Di recente sono stati reintrodotti il cervo e il grifone.
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