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Nuovo regime del cabotaggio stradale di merci. Entrata in vigore delle disposizioni del regolamento CE 1072/2009

18 maggio 2010   

Nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L.300 del 14/11/2009, e nella Gazzetta Ufficiale Italiana, 2° serie speciale-Comunità Europee n.4 del 14 gennaio 2010, è stato pubblicato il Regolamento 1072/2009, che fissa norme comuni per l’accesso al mercato internazionale del trasporto di merci su strada.

Gli articoli da 8 a 10 di detto Regolamento, disciplinano il cabotaggio stradale, ovvero l’attività di trasporto stradale svolta, in via temporanea, in altro Stato membro ospitante.
Gli articoli 8 e 9 del Regolamento sono entrati in vigore, ai sensi dell’art. 19 dello stesso, a partire dallo scorso 14 maggio.
Pertanto a partire da tale data il cabotaggio, diversamente da quanto in precedenza previsto, anche in Italia deve svolgersi nel rispetto delle seguenti indicazioni.

Come noto, per poter svolgere attività di cabotaggio, il trasportatore di merci su strada per conto terzi deve essere titolare di licenza comunitaria che deve trovarsi, in copia conforme, a bordo del veicolo, unitamente all’attestato del conducente dell’autista, se, lo stesso, è cittadino di un Paese terzo rispetto all’UE.
Non necessitano del richiamato attestato i conducenti cittadini di Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

Il nuovo regime dettato dall’art. 8 del regolamento circoscrive la durata complessiva del cabotaggio ad un arco temporale di sette giorni e fissa il numero massimo di operazioni consentite in tale periodo a tre.

Affinché sia possibile eseguire attività di cabotaggio, il vettore deve essere entrato nello Stato membro ospitante con un veicolo carico e le merci trasportate nel viaggio transfrontaliero devono essere previamente consegnate.

In sintesi, riguardo al territorio nazionale il cabotaggio è ammesso:

 Solo a seguito di un trasporto internazionale da un altro Stato membro o da un Paese terzo (quando tale tipologia di trasporto sia ammessa) con destinazione il territorio italiano;

 Solo dopo che sono state consegnate integralmente le merci trasportate nel corso del citato trasporto internazionale in entrata;

 Entro il limite massimo di tre operazioni di cabotaggio effettuate con lo stesso veicolo con cui è stato eseguito il trasporto internazionale in ingresso, oppure nel caso di combinazione di veicoli agganciati, con il veicolo a motore del medesimo veicolo;

 Con il vincolo che l’ultimo scarico in regime di cabotaggio prima di lasciare il territorio nazionale deve avere luogo entro sette giorni dall’ultimo scarico effettuato nel corso del trasporto internazionale in entrata in territorio italiano.

Inoltre, un vettore può decidere di eseguire una, due o tutte le tre operazioni consentite, non nello Stato membro di arrivo del trasporto internazionale, ma in altri Stati membri.
In questo caso, è consentita una sola operazione di cabotaggio in un dato Stato membro e l’operazione deve essere eseguita entro tre giorni dall’ingresso a vuoto in quello Stato membro.
Pertanto, nel rispetto del termine di sette giorni dallo scarico totale eseguito nell’ambito di un trasporto svolto verso un altro Stato membro, il trasportatore può effettuare in Italia una ed una sola operazione di cabotaggio, nell’ambito delle tre massime consentite, entro tre giorni dall’ingresso del veicolo vuoto nel territorio italiano.

I trasporti di cabotaggio sono considerati conformi al Regolamento 1072/2009 solo se il vettore può produrre prove documentali che attestino chiaramente sia il trasporto internazionale in entrata, sia ogni operazione di cabotaggio consecutiva realizzata.

La documentazione di prova deve, quindi, essere tenuta a bordo e per ognuna delle operazioni effettuate devono essere esibite, a richiesta degli organi di controllo, le prove recanti i dati seguenti:

1. il nome, l’indirizzo e la firma del mittente;

2. il nome, l’indirizzo e la firma del trasportatore;

3. il nome e l’indirizzo del destinatario, nonché la sua firma e la data di consegna, una volta che le merci sono state consegnate;

4. il luogo e la data del passaggio di consegna delle merci e il luogo di consegna previsto;

5. la denominazione corrente della natura delle merci e la modalità di imballaggio e, per le merci pericolose, la denominazione generalmente riconosciuta nonché il numero di colli, i contrassegni speciali e i numeri riportati su di essi;

6. la massa lorda o la quantità altrimenti espressa delle merci;

7. il numero di targa del veicolo a motore e del rimorchio.

Ai fini della dimostrazione dell’attività svolta, tali prove sono da considerarsi sufficienti per cui non è richiesto alcun documento addizionale di conferma che le regole del cabotaggio sono state rispettate.

La circolare conferma che il trasporto di merci in connessione con un’operazione di trasporto combinato, come definito dalla Direttiva 92/106/CEE del 7 dicembre 1992, non rientra nell’esposto regime del cabotaggio dettato dal regolamento 1072/2009.

Viene, infine, ribadito che nulla è innovato in ordine ai periodi transitori introdotti dal Trattato di adesione di Bulgaria e Romania, per cui continua da essere vietato, con principio di reciprocità, il cabotaggio in territorio italiano per i vettori di tali due Paesi membri fino al 31 dicembre 2011.

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