Domenica, 22 Settembre 2019

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L’allarme di Sangalli: "Se aumenta l`IVA il paese non cresce"

27 aprile 2018   

"Abbiamo sempre evidenziato come l`aumento delle aliquote Iva, che comporterebbe 12,4 miliardi di imposte aggiuntive, distruggerebbe qualsiasi ipotesi di crescita. E` dunque molto importante che anche il ministro Padoan abbia ribadito la necessità di scongiurare questa eventualità che, per il nostro Paese, significherebbe dire addio alla ripresa. Disinnescare le clausole di salvaguardia è pertanto una priorità per il prossimo Governo e proprio per questo confidiamo nella responsabilità della politica tutta affinché si formi al più presto un esecutivo che si metta subito al lavoro per uscire da questa fase di stallo ed affronti subito le emergenze del Paese".

Sono parole espresse dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli in merito alle dichiarazioni del ministro dell`Economia, Pier Carlo Padoan, al termine del CdM sul Def.
Intanto il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento di economia e finanza per il 2018, in forma "tecnica" vista l`assenza di un esecutivo politico, e il provvedimento che proroga i tempi per la vendita di Alitalia di altri sei mesi. Lo stesso premier uscente, Paolo Gentiloni, ha spiegato che il Def è "a politiche invariate: non contiene parti programmatiche e riforme che spettano al prossimo governo, fotografa la situazione tendenziale dalla quale emerge quadro positivo".

Il titolare dell`Economia, Pier Carlo Padoan, ha dettagliato in conferenza stampa che la crescita per il 2017 si è attestata all`1,5% e che tale livello è confermato per il 2018: "Questo riflette un atteggiamento prudenziale di quello che l`economia italiana può produrre, ed in linea con le previsioni da ultimo rilasciate dal Fmi che ha aumentato la stima appunto all`1,5%".
Sollevando ancora lo sguardo, nel 2019 la crescita del Pil è stimata al 1,4%, nel 2020 all`1,3%. Il rapporto deficit/Pil sale al 2,3% per il 2017, sopra l`iniziale previsione dell`1,9% per incorporare gli effetti dei salvataggi bancari. Per il 2018, invece, il quadro tendenziale prevede un rapporto all`1,6%. Il debito, ha detto ancora Padoan, "diminuisce nel 2017 e diminuisce in maniera marcata di un punto percentuale nel 2018". Questo, per il ministro, "dimostra che la strategia è quella giusta e non è necessario deviare come a volte sento dire". Il debito si attesta al 130,8% del Pil nel 2018; nel 2019 scenderà al 128% e nel 2020 al 124,7%. Nel complesso, ha sottolineato ancora Padoan in accordo con Gentiloni, i numeri dell`economia italiana "sono incoraggianti" e fanno pensare che il "Pil italiano possa andare oltre le cifre che osserviamo adesso, almeno al 2%".

Altri fattori positivi annotati: "Lo spread rispetto alla Spagna si è ulteriormente ristretto e il sistema bancario non è più un fattore di rischio come veniva paventato. Il quadro complessivo è di stabilità crescente e deve essere ulteriormente rafforzato". Infine, il ministro dell`Economia ha specificato che le clausole di salvaguardia sugli aumenti Iva "nella versione" del Def approvata dal governo "sono  tenute dentro, nell`aspettativa che, come in passato, il  prossimo governo presenti misure per rimuoverle".   

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