Martedì, 17 Settembre 2019

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Il Parlamento europeo "boccia" l`accordo sul bilancio

15 marzo 2013   

Fumata nera per il bilancio europeo di austerita`.

L`assemblea plenaria del Parlamento Ue ha deciso di ``respingere`` l`accordo sul `quadro finanziario pluriennale 2014-2020` trovato dai leader nel vertice-maratona di febbraio quando Cameron e Merkel piu` i `rigoristi` avevano imposto tagli da 100 miliardi sforbiciando le spese sugli investimenti innovativi, privilegiando le tradizionali risorse per i fondi di coesione e la politica agricola.

In 506, una maggioranza di due terzi, a Strasburgo hanno approvato la mozione bipartisan firmata da popolari, socialdemocratici, liberali e Verdi che chiede di aprire un negoziato. Appena 161 i `no` e 23 gli astenuti. La mozione finira` oggi sul tavolo del Consiglio europeo. Ce la portera` direttamente il presidente dell`Eurocamera, Martin Schulz.

Preoccupata la Commissione, che teme il braccio di ferro. Nei mesi che avevano preceduto l`accordo, il tedesco aveva avvertito del rischio veto. Subito dopo il summit, in cui tutti i leader avevano celebrato il compromesso (che per la prima volta riduce le risorse rispetto ai 7 anni precedenti, bloccandole ai livelli 2005), le quattro principali forze politiche dell`Eurocamera lo avevano bollato come ``inaccettabile``.

I numeri del voto di oggi dimostrano che - al netto delle prevedibili pressioni dei governi prima del `vero` voto sul testo del bilancio, previsto non prima di giugno - il Parlamento vuole cambiare i rapporti di forza con i governi. Come peraltro previsto dal Trattato di Lisbona.

``Nelle democrazie nazionali e` normale che i governi presentino progetti di bilancio e che i Parlamenti le accettino o meno. Normalmente, anzi, le respingono e si negozia`` ha affermato Schulz.

E a chi chiedeva se i leader, a cominciare dalla Merkel, non potessero dimostrare sfiducia, ha risposto: ``Sono i governi a doversi guadagnare la fiducia, non il contrario``. D`altra parte il Trattato in vigore impone che il bilancio sia approvato tanto dal Consiglio quanto dal Parlamento. Senza il si` dell`Eurocamera si va all`esercizio provvisorio, che sarebbe basato sul bilancio del 2013, il piu` alto della storia. Ma non e` ``sui soldi`` che il Parlamento cerchera` di riscrivere l`accordo sul bilancio. ``Non tratteremo per avere un miliardo in piu` o in meno`` spiega Schulz.

``Il primo obiettivo e` definire le priorita` politiche e la struttura della spesa``, ha spiegato Schulz. Piu` fondi per le politiche di crescita, insomma. Le ``linee rosse`` del Parlamento sono ripianare il deficit 2013 (oltre 20 miliardi), la revisione a medio termine, la flessibilita` (poter trasferire i fondi non spesi tra capitoli di spesa e da un esercizio all`altro) oltre a volere ``miglioramenti significativi alle risorse proprie`` della Ue, in modo da svincolare il bilancio dai contributi nazionali.

 
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