Mercoledì, 18 Settembre 2019

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Figisc: "gli aumenti di benzina non dipendono dai gestori"

5 settembre 2013   

 

``Si ripetono in questi giorni, ora in una citta` ora in un`altra, scoop su picchi e sforamenti dei prezzi dei carburanti, spesso prendendo a riferimento i prodotti speciali, che costano da 10 a 15 cent/litro in piu` della benzina e del gasolio ordinari, che falsano del tutto la percezione sulla rete del costo dei carburanti e delle sue cause``. Cosi` Maurizio Micheli, presidente nazionale Figisc Confcommercio, commenta le notizie apparse in questi giorni su diversi quotidiani, che assegnano a diverse citta` il primato del caro-carburanti. 

``La media dei prezzi in Italia, secondo la rilevazione del Ministero per lo Sviluppo Economico riferita al 2 settembre -precisa l`Associazione gestori degli impianti di distribuzione carburanti della Confcommercio- e` pari -tenuto conto della grande molteplicita` dell`offerta tra impianti di marchio e pompe no-logo e delle diverse
modalita` di servizio dal servito al selfservice, degli sconti e delle diverse promozioni- a 1,78 euro/litro per la benzina e a 1,67 per il gasolio``. 

``Quanto al prezzi citati come picchi massimi, va anche ricordato -conclude Micheli- che contrattualmente il gestore che pratichi prezzi piu` alti di quelli consentiti dagli accordi commerciali con le compagnie petrolifere rischia direttamente lo scioglimento del contratto, ossia il proprio posto di lavoro``. "Notizie sparate senza alcuna verifica non fanno informazione - ha proseguito Micheli - ma solo sensazionalismo, e di svarioni contenuti in queste notizie se ne trovano non pochi: dal calcolo al ribasso delle imposte che gravano sui carburanti (che valgono ben 104 cent per la benzina e di 91 per il gasolio, dai dati ministeriali del 2/9/2013), agli impropri confronti con il prezzo di altri Paesi europei dove la tassazione sui carburanti è inferiore in alcuni casi anche del 45 % a quella italiana, che è comunque superiore del 30 % a quella media dell`Unione Europea." 

"Vero è, invece, che i prezzi sono saliti in scia alla tensione dei mercati, dovuta alla crisi internazionale siriana: in un mese il greggio è cresciuto di 4 cent/litro ed i prodotti raffinati in una forbice tra 3 e 5 cent/litro, a seconda dei prodotti, e così alla pompa si è avuto un aumento compreso tra 1,7 per il gasolio e 2,0 cent per la benzina, aumento che è chiaramente inferiore a quello registrato sui mercati internazionali, circostanza verificabile sia in Italia che negli altri Paesi europei"

"Non sono certo i gestori - ha concluso Micheli - ad avere responsabilità in questa situazione - che peraltro riscontrano difficoltà persino a poter pubblicare i prezzi sul sito ministeriale, come loro imposto da una norma inutile e beffarda per i consumatori -, gestori che hanno un margine fisso che non dipende mai dal prezzo finale, che sono costretti a lavorare a prezzi non competitivi imposti dalle compagnie petrolifere e che sono colpiti dal caro carburante, come gli automobilisti, che incide sulla loro esposizione finanziaria ed sull`indebitamento per l`acquisto del prodotto al punto da mettere in crisi definitivamente le loro imprese".
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