Domenica, 22 Settembre 2019

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Calano i consumi ma "tengono" le strade della moda

22 aprile 2014   

 

Via Monte Napoleone a Milano è la strada della moda più cara di Italia: per fare un esempio 100 mq di negozio costano di affitto all`anno 670.000 euro, via della Spiga arriva a 500.000 euro. Roma non è da meno con la preziosissima via dei Condotti, dove per un negozio di 100 metri quadrati si arriva a pagare canoni annui di affitto fino a 640.000 euro. Aprire, invece,  un negozio di 100 mq a Napoli nella centralissima via Toledo costa un massimo di 110.000 euro di affitto per arrivare a 160.000 euro per 100 mq in via dei Mille. Le altre località italiane, tornando ai valori per metro quadrato, rimangono comunque tutte interessanti piazze di valore, da Firenze (600 - 3400 €/mq) a Venezia (1000 - 4000 €/mq), da Genova (390 - 1020 €/mq) a Bari (500 - 1800 €/mq), a Verona (400 - 3200 €/mq). Il richiamo deriva dal made in Italy e dall`essere città turistiche, fieristiche e di business, dall`attrarre quindi un importante passaggio e dall`essere appetibili per l`avvio di un`attività commerciale redditizia.

I canoni di affitto nelle high-street italiane restano stabili rispetto al 2012, in particolare in città come Milano, Torino e Verona, mentre a Genova, Firenze e Venezia è stata registrata una contrazione del 2% sugli affitti; nel comune di Portofino, il calo raggiunge il 4%. Nel centro Italia i canoni rimangono stabili, mentre nelle isole e al Sud, in città come Bari e Palermo, si registra un calo del 3.6%. Per quanto riguarda i consumi nei primi due mesi del 2014 il calo medio (in valore) delle vendite nel settore moda registrato da Federazione Moda Italia è stato del 4,39% e gli acquisti degli italiani con carta di credito in abbigliamento, calzature, accessori, pellicce, pelletterie e valigerie ed articoli sportivi in Italia pari ad una spesa di oltre 1 miliardo e 600 milioni di euro registrano una flessione del 5,65% rispetto allo stesso periodo del 2013. Questi, in sintesi, alcuni dati del Fashion & High Street Report a cura di Federazione Moda Italia in collaborazione con World Capital Group, un`analisi del mercato fashion che racchiude valori di locazione e rendimenti delle più importanti High Streets italiane rilevati da World Capital Group, accanto ai dati sui consumi nel settore moda monitorati da FederazioneModaItalia su un universo rappresentativo di imprese e ai dati dell`Osservatorio Acquisti CartaSi sugli acquisti effettuati dagli italiani con carte di credito nei negozi di moda. 

Per il Presidente di FederazioneModaItalia - Confcommercio, Renato Borghi: "Dal Report emerge un dato positivo solo per il comparto accessori, con un incremento di vendite di oltre il 7% nei primi due mesi del 2014 a fronte di una flessione media degli altri prodotti di moda di un 5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Tengo a precisare che si tratta di una media nazionale, che riassume gli sconsolanti dati delle periferie e dei centri minori mitigati dalle migliori performance delle vie dello shopping delle grandi città e delle mete turistiche. In questo momento, si regge soprattutto grazie agli acquisti degli stranieri, russi e cinesi in particolare, inclini al buon gusto e amanti del made in Italy. Così si spiega l`interesse a investire nelle cosiddette high streets".  "È però fondamentale – conclude Borghi – che gli italiani tornino a fare acquisti e che le imprese continuino a investire in Italia, nel made in Italy e nella qualità dei prodotti. Auspichiamo quindi un`inversione di tendenza con un incremento di fiducia per i cittadini e che l`intervento di alleggerimento fiscale lanciato dal Governo Renzi si sostanzi in un concreto stimolo alla propensione dei consumi. Serve, tuttavia, anche un`indispensabile detassazione per le imprese per favorire la ripartenza degli investimenti".  

"Interessante è comunque - dichiara Neda Aghabegloo, Responsabile Ricerca di World Capital Group - la crescente attenzione alle nostre High Streets sia da parte di brand italiani che di investitori stranieri orientati al Bel Paese, attenzione confermata anche dai canoni di locazione stabili o in aumento. Se è vero infatti che, dopo il nome della nota bevanda americana, il secondo termine più ricercato sul motori web risulta sia "made in Italy", è facile spiegarsi perché.  Posizione strategica, visibilità e flusso pedonale/turistico, accanto al desiderio imperante di essere parte del "sistema Italy", rappresentano oggi concetti chiave per i retailer, fattori determinanti nella scelta delle loro location. La Brand Image acquista un`importanza sempre più diffusa, in quanto comunicazione dei propri valori e riflesso del sentiment.  L`incerta situazione economica e la lieve contrazione nei consumi – prosegue Neda Aghabegloo - spingono i retailer a una maggior prudenza nell`approccio del mercato e a una più studiata strategia di insediamento e sviluppo di business e identità. I brand, in maniera sempre più forte ed estesa, desiderano localizzarsi sulle High Streets per essere ancor più appetibili e competitivi e accrescere reputation e awarness.

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