Domenica, 22 Settembre 2019

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Borghi: "serve un intervento per sbloccare i prestiti"

2 ottobre 2013   

 

"Considerato che non è stato possibile rinviare l`aumento dell`Iva e che questa manovra inciderà notevolmente sull`andamento degli acquisti, serve un intervento per sbloccare i prestiti di cui aziende e negozianti hanno bisogno per affrontare i mesi che ci aspettano. Chiediamo al Pirellone di convocare un tavolo di crisi che riunisca i rappresentanti dei commercianti, dei consorzi fidi e degli istituti di credito. Occorre confrontarci e, dati alla mano, trovare politiche di sostegno per il settore".

Qual è la situazione del credit crunch ? "Delle aziende che hanno chiesto un credito, il 48,1% si sono sentite rispondere no o hanno ottenuto cifre inferiori a quelle richieste; solo il 27% ha ottenuto il fido, e sono soprattutto imprese di grandi dimensioni. Tutto questo nonostante l`intervento dei consorzi fidi, enti che affiancano gli imprenditori garantendo alle banche il 50% dell`importo. Di questo passo andremo incontro ad una nuova moria di negozi". La crisi, sembra di capire, non molla la presa... "Dall`andamento delle carte di credito, uno dei nostri indicatori di riferimento, si evince che fra gennaio e agosto il calo medio dei consumi nell`abbigliamento è stato del 7,16%, nelle calzature del 9,75% e dell`8% nelle pelletterie e pelliccerie. Dalle segnalazioni che ci arrivano, anche settembre si chiuderà con una flessione delle vendite".

La presenza delle sfilate di moda e degli eventi legati al fashion e all`industria del lusso non aiutano Milano? "Le sfilate creano benefici all`indotto, dagli alberghi ai ristoranti; vedremo se la settimana della Moda appena conclusa avrà avuto effetti sul fatturato dei nostri negozi. Di certo a Milano e in Lombardia, dove la crisi ha fatto scendere il volume d`affari di un 4,28% medio, il lavoro è fermo. E considerato che di qui ai prossimi mesi i negozianti dovranno pagare ai fornitori, le collezioni autunno-inverno, direi che la situazione è drammatica".

Lo dicono praticamente tutti.  "Parliamo di numeri. Nei primi sei mesi dell`anno, solo nel nostro settore, in Lombardia, hanno chiuso 709 negozi. Nel 2012 ad abbassare le saracinesche sono stati 1.200, ma nell`arco di 12 mesi. In 30 mesi la Lombardia si è ritrovata con 3.000 negozi in meno, e per due esercenti che cessano l`attività, se ne registra soltanto uno che l`avvia”.

Si parlava di una ripresa di fiducia da parte dei consumatori... “Tutto finito. Un sondaggio del nostro Ufficio Studi rileva che a settembre il 39% degli intervistati si definiva ottimista sul futuro e il 61% pessimista. Il combinato fra sentiment negativo e calo del reddito medio spiega l`andamento del mercato. Ma temo che l`incertezza politica e l`aumento dell`Iva peggioreranno ulteriormente la situazione".

State elaborando strategie ? "Sull`Iva, la maggioranza dei negozianti ha deciso di farsi carico dell`aumento senza farlo pagare ai clienti. Ma i consumi caleranno, almeno dello 0,1%. E l`aspettativa del gettito sarà delusa. E` fondamentale che il Governo alleggerisca la pressione fiscale".

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