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2014: consumi in ripresa ma non per il settore moda

13 maggio 2013   

 

Ripartiranno solo nel 2014 i consumi delle famiglie italiane. E per quanto riguarda abbigliamento e calzature bisognerà aspettare ancora, visto che quest`anno e il prossimo i consumi del settore moda continueranno a segnare ``profondo rosso``. A fare i conti sulle spese delle famiglie è l`Osservatorio CartaSì sulla base dei dati sugli acquisti con carte di credito o debito internazionali. Dati che registrano inoltre un andamento negativo anche nei primi tre mesi del 2013, con un calo tendenziale dei consumi dall`11,2% a gennaio fino al crollo di -23% a marzo. 

Dalla ripresa dei consumi generali (nel 2014 +2,4% secondo le previsioni dell`Osservatorio) vanno però esclusi abbigliamento, calzature, accessori, insomma tutto il segmento moda. Le famiglie non riapriranno insomma il portafogli per rinnovare il guardaroba nel corso del 2013, alla fine dell`anno il crollo sarà del 10,2% sull`anno scorso. Ancora segno meno, anche se non piu` a due cifre per il 2014, con una flessione in frenata all`8,5%.

``E` un inizio d`anno tutto da dimenticare per il settore e le prospettive non sembrano essere migliori. I consumi, soprattutto quelli del nostro comparto - rileva il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Renato Borghi - sono fermi al palo. Il sentiment degli italiani, monitorato per Federazione Moda Italia da AstraRicerche, risulta di grande sfiducia e i nostri operatori sono allo stremo delle forze. Nuove tasse, come l`aumento dell`Iva sciaguratamente previsto a partire dal primo luglio o il pagamento del conguaglio Tares a dicembre, unitamente all`Imu - tassa sulla quale il presidente di Confcommercio e di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli, ha chiesto attenzione estendendo da subito l`esenzione anche agli immobili strumentali - al costo della burocrazia e all`inarrestabile pressione fiscale reale, ora quasi al 56%, non sono più tollerabili dagli imprenditori del nostro settore. Non possiamo attendere oltre. Occorre rilanciare i consumi e bisogna farlo ora, con una coraggiosa ma ineludibile spending review``.

In questo primo trimestre, l`Osservatorio CartaSì registra un calo costante delle vendite in Italia di abbigliamento, accessori e calzature, con una spesa con carta di credito pari a 1 miliardo e 146 milioni di euro, con contrazioni, rispetto al 2012, dell`11,2% a gennaio (nonostante il periodo dei saldi), dell`8,1% a febbraio, fino a raggiungere a marzo 2013 un - 23%.

Quanto all`andamento territoriale, il Trentino Alto Adige (con un -3%) è la Regione che ha registrato una leggera perdita, a fronte di cali più importanti di Marche (-9,8%), Abruzzo e Molise (-11,7%), Liguria (-11,8%), Emilia Romagna (-12,8%), Lombardia (-12,9%), Veneto (-14,0%), Umbria (-14,1%) e Toscana (-14,8%). I cali maggiori sono in Sardegna (-24%), Campania (-20%), Piemonte e Val d`Aosta (-18,6%), Friuli Venezia Giulia (-17,6%), Basilicata e Calabria (-17,2%).

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