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09 luglio 2010
Nel documento si chiede di conoscere, in particolare, obiettivi e finalità delle attività di indagine che l’Amministrazione finanziaria sta effettuando su associazioni e circoli privati.
Il tenore della risposta fornita dall’Agenzia delle entrate conferma quanto, a suo tempo, sostenuto da Confcommercio sulla reale natura e portata delle disposizioni connesse con l’introduzione del mod. EAS.
E’ detto, infatti, nella risposta all’interrogazione che “l’acquisizione della più ampia informazione e conoscenza del mondo associativo è strumentale al perseguimento dell’obiettivo primario di tutelare le vere forme associazionistiche incentivate dal legislatore fiscale e, conseguentemente, di isolare e contrastare l’uso distorto dello strumento associazionistico suscettibile di intralciare – tra l’altro – la libertà di concorrenza tra gli operatori commerciali”.
L’Agenzia delle entrate precisa, poi, che al riguardo sono state impartite specifiche disposizioni tali da orientare l’attività di controllo “nei confronti di quei soggetti per i quali le informazioni a disposizione degli Uffici evidenzino la possibile esistenza di vere e proprie imprese commerciali dissimulate sotto forma di associazioni culturali, sportive, di formazione e simili spesso annoverate nella nozione di “circoli privati”.
Nel registrare con favore le dichiarazioni fornite nell’occasione dall’Amministrazione finanziaria sull’effettivo perimetro dell’attività di controllo in corso, necessaria per colpire fenomeni di abusivismo più volte denunciati anche da Confcommercio, si ricorda che particolari indirizzi operativi sono stati impartiti agli Uffici finanziari con la circolare n. 20/E del 16 aprile 2010, dedicata proprio alla programmazione per l’anno 2010 delle azioni di contrasto e prevenzione dell’evasione (su questo particolare aspetto si veda la nostra nota informativa n. 52 del 21 aprile scorso).